Riserva naturale di Alam-Pedja, contea di Tartu, Estonia
© Sven Zacek/Nature Picture Librar
Il potere della protesta
La «Giornata della Terra» ha segnato la storia, scuotendo le coscienze e le città. Nel 1970, le spiagge imbrattate di petrolio, i fiumi in fiamme e l’aria tossica mobilitarono milioni di persone in manifestazioni di strada. Distogliere lo sguardo non era più un’opzione e la conservazione entrò nelle agende politiche, dando vita a leggi ambientali storiche e trasformando la cura del pianeta da preoccupazione marginale a priorità globale. Ogni 22 aprile, oltre 190 stati si fermano, riflettono e riconsiderano le proprie azioni.
Il tema del 2026, «Il nostro potere, il nostro pianeta», punta a un obiettivo ambizioso. Triplicare la capacità di energia rinnovabile nel mondo entro il 2030. Prendiamo la riserva naturale di Alam‑Pedja, in Estonia, qui ritratta. Dal 1994 tutela uno dei più grandi sistemi paludosi d’Europa. Come? Lasciando fare. I fiumi scorrono liberi, le torbiere immagazzinano carbonio e le pianure alluvionali assorbono l’acqua in eccesso senza barriere artificiali. Alci, linci e cicogne nere prosperano mentre le stagioni ridisegnano il territorio. Facciamo un passo indietro e lasciamo che sia la natura a guidarci.
Coniglietti selvatici in primavera
Strada per il Monte Pico, Portogallo
Rovina Inca di Sacsayhuamán, Regione di Cusco, Perù
Pioppo tremolo americano, Marble, Colorado, USA
Gufo reale bruno, Pakistan
Aquila di mare testabianca, Foresta Nazionale di Tongass, Alaska
Parco Nazionale Torres del Paine, Patagonia, Cile
Pulcinella di mare presso le Isole Shetland, Scozia