Lenticchie in fiore, Castelluccio di Norcia, Perugia, Umbria
© Rudolf Ernst/iStock/Getty Image
Fiori e Geometria
Nel cuore dell’Appennino umbro, Castelluccio di Norcia si trasforma ogni anno in un paesaggio quasi irreale. Tra fine primavera e inizio estate, l’altopiano si accende della fioritura delle lenticchie e di altri fiori spontanei che disegnano tappeti mutevoli di giallo, rosso, viola e blu. Non è un giardino costruito, ma un’opera naturale e agricola insieme, modellata dal lavoro umano e dal ritmo delle stagioni.
Qui la terra sembra respirare a colori. Il vento attraversa la piana come una presenza invisibile, piegando i fiori e riscrivendo ogni giorno il disegno del paesaggio. In lontananza i monti della Piana di Castelluccio incorniciano questa trasformazione continua, mentre il borgo resiste sospeso tra memoria e ricostruzione dopo il terremoto. La fioritura non è mai identica, cambia, sfugge, ritorna. È un tempo breve e intenso in cui natura e coltivazione si confondono e la bellezza sembra nascere proprio dall’instabilità e dal movimento delle cose che non restano ferme.
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