Città Alta di Bergamo avvolta dalla nebbia, Lombardia
© Gambarini Gianandrea/Shutterstoc
Befana in vista
Bergamo Alta, immersa nella nebbia di gennaio, sembra custodire un segreto antico. Le vie silenziose e i profili delle mura si dissolvono nel bianco, come se la città attendesse l’arrivo di una figura che appartiene al folclore e all’immaginazione: la Befana. Secondo la tradizione, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, la vecchina dal volto rugoso e dal passo incerto vola su una scopa, portando calze colme di dolci ai bambini buoni e carbone a chi non lo è stato. Non è una strega, ma un’anziana benevola, custode di un tempo che chiude il ciclo delle feste natalizie e apre l’anno nuovo con un gesto di dono e di giudizio.
La nebbia che avvolge Bergamo sembra il suo mantello, e le case addormentate diventano il palcoscenico di un rito che unisce sacro e profano. La Befana porta con sé il ricordo delle antiche feste dell’inverno, quando si salutava il vecchio anno e si invocava prosperità per quello appena nato. Così, tra le pietre medievali e il silenzio sospeso, la sua leggenda continua a vivere. Un volo notturno che attraversa il tempo, ricordandoci che ogni fine è anche un inizio, e che la magia può nascondersi persino nella nebbia di una città addormentata.
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