Sito neolitico di Silbury Hill, Tilshead, Wiltshire, Inghilterra
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Montagna di Memoria
Silbury Hill, nel Wiltshire inglese, si mimetizza nel paesaggio come se fosse sempre stata lì. Eppure, sotto quel pendio erboso si cela un enigma neolitico di 4500 anni fa. A partire dal 2400 a.C., il gesso veniva estratto, trasportato e compattato a mano, strato dopo strato, per generazioni. Il risultato è il più alto tumulo preistorico d’Europa, interamente costruito dall’uomo, che si innalza per circa trentanove metri.
Fu un luogo cerimoniale, un segnale cosmico, un simbolo di comunità? Nessuno lo sa con certezza. Ma dove mancano le parole, è la terra a raccontare. E lo fa anche in Italia, dove il Parco Archeologico degli Ipogei di Trinitapoli, in Puglia, conserva tracce di riti solari e culti ancestrali. Si tratta di strutture sotterranee scavate nel calcare tra il IV e il II millennio a.C., dove la luce e l’ombra sembrano ancora seguire un ordine antico: alcuni ambienti sono orientati in modo da intercettare il sole nei giorni dei solstizi, come se il cielo fosse parte integrante del rito, un dialogo tra pietra e cosmo, inciso nella terra.
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