Le mura blu di Chefchaouen, Marocco
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Resistenza & Resilienza?
L’11 gennaio 1944 il Marocco compì un passo audace verso la libertà. Sessantasei leader firmarono la Proclamazione d’Indipendenza, chiedendo la fine del dominio coloniale francese e spagnolo e affermando il diritto del Paese alla sovranità. Quel manifesto, sostenuto dal sultano Mohammed V, fu consegnato non solo alle autorità coloniali, ma anche ai rappresentanti degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’Unione Sovietica, segno che la lotta marocchina apparteneva al grande coro mondiale per l’autodeterminazione. La repressione non spense il movimento, e nel 1956 il Marocco conquistò l’indipendenza, aprendo una nuova pagina nella storia del Nord Africa.
Oggi, uno spirito di resilienza vi accompagna tra le strade di Chefchaouen, la Perla Blu delle montagne del Rif. Fondata nel XV secolo come fortezza contro le incursioni portoghesi, la città ha poi abbracciato la sua tavolozza azzurra, tradizione che alcuni legano all’eredità ebraica e altri alle radici andaluse. Camminando tra i suoi vicoli, dove i muri indaco si fondono con l’aria frizzante della montagna, vi sembra di entrare in una tela vivente. È un promemoria del fatto che la storia del Marocco si racconta attraverso coraggio, cultura e colore.
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